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ZANZARE COL FILO

 

Penso che pochi conoscano questa storia a proposito di noi zanzare.

Dire che veniamo evitate è un eufemismo, per non parlare poi ogni anno dei nostri stermini chimici nell’aria, prodotti repellenti per la pelle di umani ed animali, e zampironi vari nelle case.

Insomma una vera tragedia, soprattutto d’estate.

 

Ma io voglio parlarvi di una storia diversa.

 

Tempo fa, in un piccolo villaggio in cima ad una collina, viveva un bambino speciale di nome Giovanni, era il più piccolo ella famiglia ed aveva 6 anni, a aveva già un talento straordinario: sapeva amare tutte le creature.

In un bosco come quello lassù, straordinari incontri erano un’abitudine per il piccolo: ogni giorno parlava con gli scoiattoli, con i pesci del ruscello, con gli uccelli che sfrecciavano veloci.

Da poco però aveva cominciato a farsi scrupolo di dove appoggiava i piedi.

Non riusciva a stare tranquillo al pensiero di calpestare l’erba con le scarpe e con essa i fiori e migliaia di altre creature.

Prese così l’abitudine di camminare scalzo in punta di piedi: naturalmente chi o vedeva pensava che non fosse tanto normale, ma a Giovanni questo proprio non interessava.

Tutti i milioni di insettini e fiorellini, talpe e lepri, sopra e sotto il terreno erano molto grati al piccolo.

Tant’è che spesso al suo arrivo per l’ora del gioco nei prati, tutti gli animali lo accoglievano saltandogli addosso e facendogli il solletico dappertutto.

La voce di questa straordinaria capacità del piccolo si era sparsa anche tra gli tesserini volanti, in particolare tra le tribù di noi temibili Zanze.

Ciò che sorprendeva di più è che Giovanni si lasciva pungere da loro senza protestare, anzi, questo incontro di salasso era un’occasione per il bimbo di osservare questi piccoli insetti che lui definiva davvero buffi.”Guarda tu che proboscide che hai, sembri proprio un elefante in miniatura” sussurrava a cert’une.

Non vi dico quanto queste parole ci lusingassero, così molte tra noi cominciarono a ronzargli intorno come innamorate e finimm0 per non pungerlo più.

Vi dico un segreto: spesso accade che noi zanzare pungiamo proprio chi è più arrabbiato con noi.

 

Così un pomeriggio estivo, quando Giovanni si era accoccolato sotto il grande Pino sul Belvedere per il pisolino pomeridiano, un nugolo di zanzare si addensò sopra il bimbo per darsi convegno. Erano talmente tante che sembravano una nuvola densa di fumo nero.

Il nostro vociare (ZZZZZ!) di noi migliaia destò non poco l’attenzione di tante altre creature che si misero lì attorno in ascolto.

Dibattemmo per qualche minuto su quale dono era meglio fare al nostro piccolo amico per ringraziarlo del suo amore e perché si ricordasse sempre di noi anche una volta adulto.

Una di noi notò uscire del filo da pesca dalla tasca del bimbo: Giovanni portava sempre con sé un sacco di cose curiose: quaderno e matite per disegnare quello che vedeva e gli piaceva di più, sapone per fare le bolle, una trottola costruita con una piccola pigna.

Quando il piccolo era ancora nel sonno. Tutte noi zanzare ci legammo una zampina con quel filo da pesca sottile e  e l’altra estremità la legammo al polso del piccolo.

Così :”Al mio 3 tirate tutte insieme!” gridai e via…partimmo per questa avventura.

Il volo è un’esperienza stupenda, da provare, poi non fate quella faccia: Giovanni è piccolo  leggero e noi tutte i9nsieme abbiamo una forza inaspettata.

Ci alzammo dalla collina e finalmente Giovanni si svegliò incredulo.

Poi guardò le sue amiche e disse :”Lo sapevo che siete speciali!”

Quel pomeriggio noi, Tribù delle Zanze portammo in giro Giovanni ad esplorare il mondo e la vita di noi zanzare: le cime degli alberi, gli uccelli golosi che ci rincorrevano, il soffice pelo degli animali selvatici del bosco che amiamo tanto.

Al tramonto riportammo Giovanni a casa per la cena e ci salutò con:”A stasera amiche, terrò la luce accesa per voi!”.

Nessuno capì mai perché il piccolo da quella sera si mise a disegnare magliette da vendere al chioschetto agli amici con su scritto: ZANZA TRIBù CLUB.

Le zanze ringraziarono per il denaro e le firma raccolte contro i repellenti, per altro nocivi anche all’uomo.

 

 

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