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LA VETERINARIA DEI PUPAZZI

 

Nel Paesetto sotto la collina ormai i bambini avevano l’abitudine di non curarsi più dei loro pupazzi: appena arrivava un nuovo pacchetto regalo c’era un’irrefrenabile curiosità per quella novità così bella ed infiocchettata… ma purtroppo durava il tempo di scoprire cos’era, poi via nel paradiso dei giochi.

 

Ma un giorno questi cominciarono ad invecchiare e a rompersi, a sentire fame, sete, sonno, paura e solitudine… i bambini, che non erano mai stati abituati a prendersi cura di qualcosa o qualcuno e non sapevano cosa fare, cominciarono così a trascurarli.

Anche Lucilla, una piccola bimba del paese, aveva un pupazzetto con cui si addormentava sempre: Dario. Era un regalo che le aveva fatto il papà prima di andarsene in cielo, con la promessa che questo avrebbe protetto lei e la mamma da qualsiasi avversità.

Ma anche Dario un giorno si ruppe un braccetto e la mamma di Lucilla si ammalò: stava così spesso in ospedale che la piccola era sempre da sola.

 

 

La maestra della scuola, una ragazza molto attenta e sensibile, prese molto seriamente la situazione e con cura e pazienza indossò il suo solito camice da lavoro rosa, dove nelle tasche teneva davvero di tutto e si mise al lavoro.

A scuola era solita dire: “Non si sa mai bambini, un po’ di oggetti da riciclare possono sempre servire! Con la fantasia si può creare di tutto!”

Parole sante: e così con forbici, ago e filo, cerotti di carta, pennarelli, nastrini e colori e nuove stoffe variopinte curò tutti i pupazzetti.

Subito dopo gli offrì cibo, calore e tante coccole… in poco tempo si sparse la voce e cominciarono ad essere davvero tanti i bambini che bussavano alla sua porta.

 

Lucilla incuriosita ed affezionata alla sua maestra passava le giornate a casa con lei facendole da aiutante ed imparando tante belle cose; in breve tempo aveva imparato anche il Pupazzese segreto ed ora era più facile capirsi.

Lucilla non si sentiva più sola e ben presto anche Dario guarì e con lui la mamma.

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Mentre la maestra era ancora intenta a lavorare nel suo fantastico laboratorio, Lucilla la tornò a trovare accompagnata dalla mamma: prese un foglio di carta, un pennarello e dello scotch e, dopo aver scritto, appese il tutto sulla porta:

“QUI C’E’ LA VETERINARIA DEI PUPAZZI: cura qualsiasi male!”

In men che non si dica si formò una lunghissima fila di pazienti che arrivavano dalla strada ed il telefono cominciò a squillare di continuo:

  • “Dottoressa scusi, per un orecchio scucito che cosa mi consiglia?” oppure
  • ”Quando mi darebbe un appuntamento?”

La bimba dentro di sé pensò: “Da grande anche io farò la veterinaria dei pupazzi!”

 

Poco tempo dopo Lucilla cominciò a dare ripetizioni di Pupazzese a tutti i suoi compagni di classe e molto presto si ritrovò traboccante di amici in carne ed ossa e di stoffa… insomma nel paesetto si respirava di nuovo profumo di felicità.

 

 

 

LindyART©

 

 

 

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